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Caldo e calcoli renali: perché l’estate aumenta il rischio e come prevenirli
In estate aumentano le occasioni per stare all’aria aperta, viaggiare, fare attività fisica e trascorrere più tempo al sole. Ma il caldo può rappresentare una condizione particolare per la salute delle vie urinarie, soprattutto per chi ha già avuto un episodio di calcolosi renale.
Il motivo principale è semplice: quando aumenta la temperatura, aumenta anche la sudorazione e, con essa, la disidratazione e la conseguente perdita di liquidi. Se l’acqua persa non viene adeguatamente reintegrata, il volume delle urine diminuisce e le urine diventano più concentrate. In queste condizioni aumenta la probabilità che alcune sostanze normalmente disciolte nelle urine (come calcio, ossalato e acido urico) raggiungano concentrazioni tali da favorire la formazione di cristalli e, nel tempo, di veri e propri calcoli.
Questo non significa che bere acqua durante l’estate sia una garanzia assoluta contro la calcolosi. La formazione dei calcoli dipende da numerosi fattori, tra cui predisposizione individuale, familiarità, alimentazione, metabolismo, alcune malattie e il tipo di calcolo. Tuttavia una corretta idratazione rappresenta una delle strategie più importanti e semplici per ridurre il rischio di recidiva.
Perché il caldo può favorire i calcoli renali?
Tra le loro numerose funzioni, i reni hanno quella di filtrare il sangue e produrre l'urina, attraverso cui vengono eliminate sostanze di scarto e sali minerali. Normalmente questi sali rimangono disciolti nell'urina. Quando però la loro concentrazione aumenta oltre determinati livelli, possono iniziare a formarsi piccoli cristalli. In alcune persone questi cristalli possono aggregarsi e crescere fino a diventare calcoli.
Durante l'estate, il problema principale è la disidratazione. Con il caldo, l’organismo disperde una maggiore quantità di acqua attraverso la pelle sotto forma di sudore. Se contemporaneamente non si aumenta adeguatamente l'assunzione di liquidi, una parte dell'acqua che normalmente verrebbe eliminata attraverso i reni viene invece trattenuta dall'organismo. Di conseguenza si produce meno urina e questa diventa più concentrata.
Per questo motivo il caldo non crea necessariamente un calcolo dal nulla, ma può favorire le condizioni che ne facilitano la formazione o la crescita, soprattutto nelle persone predisposte. Il rischio può aumentare ulteriormente quando alla temperatura elevata si associano attività fisica intensa, esposizione prolungata al sole, lunghi spostamenti o soggiorni in ambienti molto caldi.
Quanta acqua bisogna bere?
Questa è probabilmente la domanda più frequente, ma anche quella a cui è più difficile rispondere con un unico numero valido per tutti. Il fabbisogno di acqua varia infatti in base a età, peso corporeo, temperatura ambientale, attività fisica, alimentazione e condizioni di salute.
In estate, però, un principio è particolarmente importante: non bisogna aspettare di essere già disidratati per iniziare a bere. È preferibile distribuire l'assunzione di liquidi durante tutta la giornata, bevendo regolarmente e aumentando la quantità quando si suda maggiormente.
Per chi ha già avuto calcoli renali, l'obiettivo della prevenzione non è semplicemente bere tanto, ma produrre una quantità adeguata di urina nell'arco delle 24 ore. In molti pazienti con calcolosi viene consigliato di arrivare a una diuresi di almeno circa 2-2,5 litri al giorno, che può richiedere un'assunzione di liquidi superiore, soprattutto quando fa caldo o si suda molto. Questo concetto è importante perché non tutta l'acqua che assumiamo viene eliminata con le urine: una parte viene persa attraverso la respirazione, la pelle e l'intestino.
Un semplice indicatore può essere anche il colore delle urine. Urine molto scure e concentrate, soprattutto se persistenti, possono essere un segnale che si stanno assumendo pochi liquidi. Naturalmente il colore delle urine può essere influenzato anche da farmaci, integratori e alimenti, quindi non deve essere considerato un test diagnostico.
Meglio bere tutto insieme o poco e spesso?
Per la prevenzione della calcolosi è preferibile bere regolarmente durante la giornata. Bere una grande quantità di acqua tutta insieme non è infatti equivalente a mantenere una buona idratazione nell'arco delle 24 ore. Se si trascorrono diverse ore senza bere, soprattutto sotto il sole o facendo attività fisica, le urine possono diventare progressivamente più concentrate.
Un'abitudine semplice può essere quella di tenere sempre una bottiglia d'acqua con sé, in particolare durante i viaggi, le escursioni, le giornate in spiaggia e l'attività sportiva. Durante le giornate molto calde può essere necessario bere più del solito. Lo stesso vale per chi pratica sport o svolge lavori fisicamente impegnativi all'aperto.
Anche la sera è importante non arrivare alla notte già disidratati. Per alcune persone, bere una piccola quantità di acqua prima di andare a dormire può essere utile, anche se non è necessario forzarsi a bere grandi quantità che potrebbero interrompere frequentemente il sonno.
Acqua naturale o altre bevande: cosa scegliere?
Per la maggior parte delle persone, l'acqua è la scelta migliore per mantenere una corretta idratazione. Anche alcune acque minerali possono essere consumate senza problemi. Il contenuto di calcio dell'acqua, spesso oggetto di preoccupazione da parte di chi soffre di calcoli, non deve essere considerato automaticamente un problema: il calcio assunto con l'alimentazione svolge infatti un ruolo importante nella prevenzione di alcuni tipi di calcolosi.
Al contrario, è opportuno non trasformare l'idratazione estiva in un consumo eccessivo di bevande zuccherate. Anche gli alcolici non rappresentano una buona strategia per idratarsi.
Frutta e verdura: alleate dell'estate anche contro la calcolosi renale
L'estate offre un'ampia varietà di alimenti ricchi di acqua, come anguria, melone, pesche, fragole, pomodori, cetrioli e molte altre verdure. Frutta e verdura contribuiscono all'apporto complessivo di liquidi e fanno parte di un'alimentazione generalmente favorevole alla prevenzione della calcolosi.
Ma c'è un altro elemento importante: molti vegetali sono ricchi di citrato, una sostanza che può avere un effetto protettivo nei confronti della formazione di alcuni tipi di calcoli, in particolare quelli costituiti da calcio. Il citrato si lega al calcio nelle urine e può ridurre la formazione di cristalli. Per questo motivo un'alimentazione ricca di frutta e verdura può essere utile nel contesto di una strategia generale di prevenzione.
Non significa, tuttavia, che esista un singolo alimento capace di sciogliere o prevenire tutti i calcoli. Il tipo di calcolo è fondamentale e la prevenzione deve essere personalizzata quando il problema tende a ripresentarsi.
Sale: uno dei nemici più importanti
Quando si parla di prevenzione della calcolosi, l'attenzione si concentra spesso esclusivamente sull'acqua. In realtà, anche ridurre l'eccesso di sale nella dieta è molto importante.
Un elevato consumo di sodio favorisce infatti una maggiore eliminazione di calcio nelle urine. Questo può aumentare la probabilità di formazione di calcoli di calcio, che rappresentano la forma più comune di calcolosi urinaria.
Il problema non riguarda soltanto il sale che aggiungiamo direttamente agli alimenti. Una quantità significativa di sodio può essere contenuta in prodotti confezionati, salumi, formaggi molto saporiti, alimenti conservati, snack, cibi pronti e alcuni condimenti.
Bisogna eliminare il calcio dalla dieta?
È un errore abbastanza comune pensare che, se un calcolo contiene calcio, sia necessario eliminare il calcio dall'alimentazione. In realtà, una normale assunzione di calcio attraverso gli alimenti è importante anche per la prevenzione della calcolosi.
Il calcio presente nell'intestino può legarsi all'ossalato, riducendone l'assorbimento e quindi la quantità che arriva nelle urine. Una dieta troppo povera di calcio può quindi, paradossalmente, aumentare la quantità di ossalato urinario disponibile per formare cristalli.
Il principio generale è quindi semplice: non eliminare autonomamente il calcio dalla dieta solo perché si è avuto un calcolo renale.
Attenzione agli eccessi di carne e proteine animali
Anche la quantità e il tipo di proteine consumate possono influenzare il rischio di calcolosi. Un'alimentazione molto ricca di carne, salumi e altre fonti di proteine animali può favorire alcune modificazioni della composizione delle urine, tra cui una maggiore eliminazione di calcio e acido urico e una riduzione del citrato urinario.
Questo non significa dover eliminare la carne. Piuttosto, è preferibile evitare gli eccessi e mantenere una dieta varia ed equilibrata, alternando diverse fonti proteiche e aumentando il consumo di alimenti vegetali.
Come comportarsi con gli alimenti ricchi di ossalati?
Spinaci, frutta secca, cacao e alcuni altri alimenti contengono quantità relativamente elevate di ossalati, sostanze che possono contribuire alla formazione dei più comuni calcoli di ossalato di calcio. Questo ha portato alla diffusione dell'idea che questi alimenti debbano essere completamente eliminati. In realtà, non è corretto demonizzare genericamente gli alimenti contenenti ossalati.
La loro importanza dipende dalla quantità consumata, dall'assorbimento intestinale, dall'apporto di calcio e soprattutto dal profilo metabolico individuale. In una persona con una calcolosi da ossalato di calcio documentata e con un'elevata escrezione urinaria di ossalato, può essere indicato limitare alcuni alimenti particolarmente ricchi di ossalati. Ma una restrizione indiscriminata può essere inutile o addirittura controproducente.
Ancora una volta, la prevenzione più efficace è quella personalizzata sul tipo di calcolo e sulle caratteristiche del singolo paziente.
Estate e viaggi: qualche attenzione in più
Vacanze e viaggi possono modificare completamente le abitudini quotidiane. Si cammina di più, si trascorrono molte ore al sole, si fanno escursioni, si mangia fuori casa e spesso si beve meno del solito. Anche lunghi viaggi in automobile o in aereo possono portare a rimandare il momento in cui bere o andare in bagno.
Per chi ha una storia di calcolosi, è quindi utile programmare anche l'idratazione. Portare con sé una bottiglia d'acqua, bere regolarmente durante il viaggio e prestare particolare attenzione nelle giornate molto calde sono semplici accorgimenti che possono fare la differenza.
Chi assume farmaci che possono favorire la disidratazione, come alcuni diuretici, o chi presenta malattie croniche deve invece concordare con il proprio medico eventuali modifiche dell'apporto di liquidi. Non è infatti corretto aumentare indiscriminatamente l'assunzione di acqua in presenza di alcune patologie cardiache o renali.
Calcolosi renale: l'estate non deve far paura ai reni
Il caldo estivo non significa necessariamente maggiore rischio di calcoli per tutti. Ma quando temperature elevate, sudorazione e scarsa assunzione di liquidi si combinano, le urine possono diventare più concentrate e creare condizioni favorevoli alla formazione dei cristalli.
La prevenzione parte quindi da un gesto molto semplice: bere regolarmente e mantenere una buona produzione di urina durante tutta la giornata. A questo si aggiungono un'alimentazione equilibrata, un consumo moderato di sale e proteine animali, un'adeguata assunzione di calcio attraverso gli alimenti e un buon consumo di frutta e verdura.
Non esiste, però, una dieta universale anti-calcoli. La prevenzione migliore è quella costruita sulla storia clinica del paziente, sul tipo di calcolo e, quando necessario, sui risultati degli esami metabolici. E se durante una giornata estiva compare un dolore improvviso e molto intenso al fianco, soprattutto se accompagnato da febbre o brividi, non bisogna attribuirlo semplicemente al caldo o a un problema muscolare: una colica renale può richiedere una valutazione medica e la presenza di febbre in caso di ostruzione urinaria rappresenta un segnale di particolare attenzione.
In estate, quindi, la regola più semplice è anche una delle più importanti: non aspettare di avere sete per bere e non aspettare una nuova colica per iniziare a prendersi cura dei propri reni.