PATOLOGIE

Sindrome metabolica

La sindrome metabolica (MetS) è nota in letteratura anche in altre forme come sindrome X e resistenza all'insulina. Non è davvero una singola patologia, ma una serie di fattori di rischio per malattie cardiovascolari ed è stata definita in modo leggermente diverso da diverse organizzazioni. Quella più recente è della IDF (Federazione Internazionale del Diabete) 2006.

La sindrome metabolica è una condizione clinica subdola e per la sua diagnosi devono essere presenti una circonferenza della vita >94 cm negli uomini) o >80 cm nelle donne. A ciò si devono aggiungere almeno due dei seguenti fattori:

  • Glucosio nel sangue superiore a 5,6 mmol/L (100 mg/dl)
  • Diabete diagnosticato
  • HDL colesterolo < 1,0 mmol/L (40 mg/dl) negli uomini, < 1,3 mmol/L (50 mg/dl) nelle donne o trattamento farmacologico per HDL-C basso
  • Trigliceridi ematici > 1,7 mmol/L (150 mg/dl) o trattamento per i trigliceridi elevati
  • Pressione sanguigna > 130/85 mmHg o trattamento farmacologico per ipertensione

Si tratta di una condizione diffusa che aumenta con l’età, soprattutto dopo i 60 anni. Con sovrappeso e obesità in crescita diventa sempre più comune.

I soggetti con sindrome metabolica possono presentare anche altre alterazioni cliniche e biochimiche, quali l’alterata distribuzione corporea del grasso, la steatosi epatica, l’infiltrazione del grasso nel tessuto muscolare, le alterazioni delle adipochine (elevati livelli di leptina e bassi livelli di adiponectina), la disfunzione endoteliale, l’iperuricemia, uno stato infiammatorio (elevati livelli di proteina C reattiva, di interleuchina- 6, della conta leucocitaria e la riduzione della albuminemia), uno stato protrombotico (elevati livelli dell’inibitore dell’attivatore del plasminogeno e del fibrinogeno, l’aumento dello stress ossidativo e l’attivazione piastrinica), la sindrome dell’ovaio policistico, le apnee ostruttive del sonno e la dislipidemia aterogena.

In passato la sindrome metabolica è stata talvolta definita anche sindrome da insulino-resistenza, poiché l’insulino-resistenza rappresenta uno dei principali meccanismi alla base della sua comparsa. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas e controlla il trasporto del glucosio dal sangue nelle cellule dove è utilizzato per la produzione di energia. Quando si sviluppa una condizione di insulino-resistenza le cellule del nostro corpo rispondono meno efficacemente all'azione dell’insulina. Per compensare questa ridotta sensibilità, il pancreas aumenta la produzione di insulina; tuttavia, nel tempo questo meccanismo può non essere più sufficiente e i livelli di glucosio nel sangue tendono ad aumentare.

Oggi la comunità scientifica riconosce che la sindrome metabolica ha un'origine multifattoriale. Oltre all'insulino-resistenza contribuiscono allo sviluppo della sindrome metabolica l'eccesso di grasso viscerale, uno stato di infiammazione cronica di basso grado e fattori genetici, ambientali e legati allo stile di vita, come alimentazione non equilibrata, sedentarietà e scarso riposo.

Se trascurata, col tempo la sindrome apre la strada ad aterosclerosi, infarto, ictus, diabete di tipo 2 e malattia renale cronica. Riconoscerla presto e tenere a bada i fattori di rischio fa la differenza.

La prima cura, e la più efficace, è lo stile di vita. Perdere anche pochi chili, mangiare bene e muoversi con regolarità migliora insieme tutti i valori alterati e riduce l’insulino-resistenza.

A tavola si consiglia di consumare più verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce e carni magre, riducendo grassi saturi, carni rosse e lavorate, sale e zuccheri aggiunti. Bastano trenta minuti al giorno di camminata veloce per abbassare glicemia, pressione e trigliceridi, alzare l’HDL e ridurre il giro vita.

Quando i fattori sono più d’uno e si rinforzano a vicenda, serve un percorso organizzato. La riabilitazione cardiometabolica mette insieme esercizio su misura, educazione alimentare e accompagnamento nel cambiare abitudini, per agire su tutto in una volta e far durare i risultati. Se occorre, il medico aggiunge farmaci per pressione, glicemia e colesterolo e valuta come trattare l’obesità. Anche smettere di fumare e gestire lo stress fanno parte della cura.

Prevenire è quasi come curare: peso nella norma, movimento costante, alimentazione sana e niente fumo. Sono le stesse mosse che evitano alla sindrome di comparire.

Le informazioni presenti nel sito, validate dai nostri medici, sono destinate a scopi informativi/divulgativi e non sostituiscono in nessun modo il rapporto diretto medico-paziente, né la visita specialistica. È fondamentale sempre consultare il medico per una diagnosi precisa e trattamento personalizzato.

Revisione di: Pierluigi Pizzocri

Ultimo aggiornamento: 26/08/2026

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