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“Finestre”, un affaccio sulla natura per i pazienti del MAC oncologico di Pavia
Uno sguardo sulla natura e sugli scorci verdi della città di Pavia per accompagnare i pazienti nei momenti di attesa. È questo l’obiettivo di “Finestre”, il nuovo progetto fotografico realizzato all’interno del MAC Oncologico dell’IRCCS Maugeri Pavia.
Le opere fotografiche sono state realizzate dal dott. Luca Bernasconi, Neurologo del reparto di Cure Palliative dell’ICS Maugeri Pavia. Raccontano attraverso immagini e colori la natura che circonda il Castello di Pavia. I paesaggi diventano così vere e proprie “finestre” sulla città, creando un affaccio verso l’esterno anche in un ambiente privo di finestre reali.
L’inaugurazione delle opere si è svolta questa mattina all'IRCCS Maugeri Pavia alla presenza della vicepresidente Chiara Maugeri, della prof.ssa Laura Locati, Primario di Oncologia dell’IRCCS Maugeri Pavia, della dott.ssa Gigliola Rosignoli, Direttore Sanitario Centrale, della dott.ssa Antonella Mastretti, Direttore Sanitario d’Istituto, del direttore di Istituto Alessandro Procaccini e della dott.ssa Paola Gabanelli, psicologa. All’evento ha partecipato anche il sindaco di Pavia Michele Lissia.
Uno spazio per guardare oltre i muri dell’ospedale
Il progetto nasce dalla volontà di rendere più accoglienti e umani gli ambienti dedicati alla cura, soprattutto in un contesto come quello oncologico: qui il tempo dell’attesa può essere accompagnato da ansia, preoccupazione e pensieri legati alla malattia.
"Abbiamo pensato a quadri come finestre su spazi aperti della città di Pavia per permettere alle persone di guardare oltre questi muri anche in situazioni di ansia, mentre aspettano per una visita o una terapia: anche questo è un elemento importante nel percorso di cura", ha spiegato la prof.ssa Laura Locati.
Le immagini permettono così di creare un collegamento simbolico tra l’interno dell’ospedale e il mondo esterno. Un modo per spostare lo sguardo, interrompere per qualche momento la concentrazione sulla malattia e lasciare spazio alla bellezza del paesaggio, in questo caso gli scorci del giardino del Castello di Pavia.
"Abbiamo voluto creare un ambiente il più sereno possibile in un momento delicato di attesa per molti pazienti", ha sottolineato Chiara Maugeri.
Perché si chiama “Finestre”
Il titolo del progetto nasce anche dall’assenza di finestre reali nello spazio che accoglie le opere.
"Qui non ce ne sono e quindi era necessaria una visione verso l'esterno - ha spiegato il dott. Luca Bernasconi, autore delle fotografie - . Cosa facciamo quando ci affacciamo? Ci distraiamo. L’affaccio esterno è sempre riflessione e questo è importante nel contesto del nostro percorso di malattia".
La fotografia contribuisce a costruire uno spazio diverso, capace di accompagnare la persona durante il percorso di cura.
La realizzazione delle immagini è il risultato di un lavoro condiviso "con Chiara Maugeri, la dott.ssa Mastretti, la Prof.ssa Laura Locati e la dott.ssa Paola Gabanelli", ha aggiunto Bernasconi.
Insieme sono stati scelti e discussi i colori, le immagini e il tipo di paesaggio da proporre ai pazienti, con l’obiettivo di creare un ambiente capace di trasmettere calma e offrire nuovi punti di osservazione.
“Una finestra di speranza” su Pavia
All’iniziativa ha partecipato anche il sindaco di Pavia Michele Lissia, che ha sottolineato il valore del progetto nel percorso di umanizzazione delle cure.
"Queste iniziative rendono bene la filosofia della città: umanizzare le cure stando vicino alle persone e portare finestre di speranza", ha dichiarato.