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Animali marini pericolosi: cosa fare e cosa evitare in caso di punture
Meduse, tracine, ricci e nuove specie presenti nel Mediterraneo possono causare punture, ferite o intossicazioni. I consigli del dott. Davide Lonati, Tossicologo del Centro Antiveleni Maugeri Pavia, per intervenire senza improvvisare e riconoscere i segnali d'emergenza.
Quali animali marini possono creare problemi in estate?
Un piede appoggiato sulla sabbia, una nuotata vicino a una medusa, una mano tra gli scogli: in mare basta un contatto involontario per procurarsi dolore, gonfiore o una ferita. Il primo rischio, però, è reagire d'istinto con rimedi improvvisati che possono peggiorare la situazione.
"Niente panico: la maggior parte di questi incontri si risolve senza conseguenze gravi, a patto di sapere cosa fare e, ancora più importante, cosa non fare", spiega dott. Davide Lonati, Tossicologo del Centro Antiveleni Maugeri Pavia.
Non tutti gli animali marini provocano lo stesso tipo di danno. Meduse e caravelle portoghesi rilasciano sostanze urticanti; tracine, scorfani e pesci scorpione possono inoculare veleno con le spine; i ricci causano soprattutto ferite da corpo estraneo. Il pesce palla, invece, è pericoloso solo se ingerito.
Meduse, tracine e ricci: cosa fare subito
Dopo il contatto con una medusa è necessario uscire dall'acqua, evitare di strofinare la pelle e rimuovere con delicatezza gli eventuali tentacoli, senza toccarli a mani nude. Se non è possibile sollevarli con una pinzetta, si può risciacquare con acqua di mare. L'acqua dolce non va usata nella prima fase.
La puntura di tracina o di scorfano provoca in genere un dolore immediato e intenso, talvolta esteso lungo l'arto. La parte colpita può essere immersa per 30-60 minuti in acqua calda, ma non ustionante, indicativamente tra 40 e 45 °C. La temperatura va controllata con una parte del corpo non lesionata e la ferita deve essere valutata per eventuali aculei.
Le spine dei ricci del Mediterraneo non inoculano normalmente un veleno pericoloso, ma sono fragili e possono spezzarsi nella pelle. La zona va pulita e disinfettata. Una spina superficiale e facilmente afferrabile può essere rimossa con una pinzetta pulita; se invece è profonda, spezzata o vicina a un'articolazione è preferibile rivolgersi a un medico.
Quali rimedi evitare dopo una puntura in mare?
Urina, ammoniaca e altri rimedi casalinghi non sono scorciatoie affidabili. Anche l'aceto non è una soluzione universale: l'effetto può cambiare secondo la specie responsabile e le evidenze disponibili non sostengono un uso indiscriminato. Se l'animale non è stato identificato, la scelta più prudente è non improvvisare trattamenti chimici.
Non bisogna grattare la zona colpita da una medusa, incidere una ferita da pesce velenoso o scavare nella pelle per estrarre una spina profonda. Neppure la sabbia molto calda è un sostituto dell'acqua: può provocare ustioni. Pomate, cortisonici o altri farmaci vanno utilizzati solo dopo il consiglio di un professionista sanitario.
Nuove specie nel Mediterraneo: non solo punture
Nel Mediterraneo si osservano anche specie arrivate da altre aree marine, favorite da nuove rotte di introduzione e da condizioni ambientali sempre più adatte. Dal punto di vista sanitario interessano soprattutto gli organismi dotati di spine velenose e quelli che accumulano tossine non eliminate con la cottura.
Il pesce palla maculato contiene tetrodotossina, una neurotossina che può causare paralisi respiratoria e che non viene resa innocua dalla cottura. Non deve essere consumato: se finisce nelle reti va separato dal pescato e segnalato alle autorità competenti. Nell'Unione europea i prodotti derivati dai Tetraodontidae non possono essere immessi sul mercato.
Pesce scorpione e pesce coniglio possiedono spine capaci di causare dolore e infiammazione locale. In caso di puntura si applicano le stesse cautele previste per gli altri pesci velenosi: uscire dall'acqua, usare acqua calda non ustionante e chiedere una valutazione sanitaria, soprattutto se il dolore è intenso o compaiono sintomi generali.
La caravella portoghese non è una medusa, ma una colonia di organismi dotata di lunghi tentacoli urticanti. Il contatto può provocare dolore molto intenso e, più raramente, reazioni sistemiche. Occorre uscire subito dall'acqua, evitare acqua dolce e sfregamenti, rimuovere i tentacoli senza contatto diretto e richiedere assistenza sanitaria.
Quando chiamare il 112 o il Centro Antiveleni?
Quanto emergono segnali che vanno oltre la reazione locale, come: difficoltà a respirare, senso di soffocamento, confusione, vertigini importanti, vomito, sudorazione profusa o orticaria diffusa. In questi casi è necessario chiamare subito il 112. È urgente anche quando la persona mostra segni di shock, perde coscienza o il dolore è molto intenso e non si attenua.
Per un dubbio tossicologico o per ricevere indicazioni sul comportamento più appropriato è possibile contattare il Centro Antiveleni Maugeri Pavia al numero 0382 24 444. Il servizio è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e fornisce consulenze specialistiche a medici e cittadini su tutto il territorio nazionale.
«Conoscere questi organismi è il primo passo per prevenire incidenti in spiaggia o a tavola", conclude il dott. Lonati.