Cosa fare e cosa non fare
Caratteristiche
Il CO è un gas esplosivo, inodore, incolore, insapore.
Origina da processi di combustione incompleta che si possono verificare in caso di impianti di riscaldamento malfunzionanti, canne fumarie ostruite, utilizzo improprio di bracieri (es. in ambiente confinato o poco areato).
Sintomi
I sintomi di presentazione dell'intossicazione acuta possono essere aspecifici tra cui:- Cefalea
- Nausea
- Vomito
- Dolori addominali
- Dolore toracico
- Svenimento
- convulsioni
Sospettare l'esposizione
Si deve sospettare l'esposizione a CO quando:- i sintomi sopra indicati sono presenti in più persone
- le persone con i sintomi vivono nello stesso ambiente
- i tempi di comparsa sono simili ed associativi alla presenza in un ambiente confinato
Cosa fare
In caso si sospetti esposizione a CO:- chiamare immediatamente i soccorsi (118)
- areare il locale
- allontanare le persone (sia quelle con sintomi che quelle asintomatiche)
Il morso di vipera è un evento possibile, associato in circa la metà dei casi a comparsa di sintomi di avvelenamento.
Segni e sintomi di avvelenamento
L'avvelenamento da morso di vipera è caratterizzato da alcuni segni e sintomi quali:
(fasi iniziale - al momento del morso)
- dolore locale
- presenza di 1 o 2 fori/escoriazioni in sede di morso
- comparsa di edema locale
- arrossamento ed ecchimosi nella sede del morso
- vomito, dolori addominali
- ipotensione
(evoluzione - prime 12/24 ore)
- progressione dell'edema verso la radice dell'arto
- alterazione delle coagulazione
- trombosi
- alterazioni neurologiche
Cosa fare
- allertare il 118
- tenere al riposo la vittima e tranquillizzarla
- togliere immediatamente orologi, anelli, braccialetti e tutto ciò che può creare effetto "laccio" in caso di sviluppo di edema locale
- slacciare e/o tagliare i vestiti stretti nel distretto interessato del morso (polsini di camicia, calze, collant, pantaloni)
- se possibile disinfettare la ferita
- è possibile applicare ghiaccio, non a diretto contatto con la cute (con interposta garza o telo)
- immobilizzare l'arto colpito (es. legare il braccio al collo o steccare la gamba)
Cosa non fare
- non praticare manovre pratiche che possono favorire la diffusione del veleno (incisione, suzione, movimento dell'arto interessato)
- non praticare manovre che impediscono la corretta vascolarizzazione dell'arto colpito (posizionamento di laccio emostatico o tourniquet)
- non somministrare bevande alcoliche
nota 1: l'avvelenamento da morso di vipera può essere caratterizzato da una evoluzione durante le 12/24 ore successive al morso. In caso di sospetto morso di serpente, anche in assenza di segni specifici di avvelenamento al momento del morso, è comunque opportuno allertare i soccorsi, praticare le manovre indicate, sottoporsi ad una valutazione medica e ad un periodo di osservazione.
Nota 2: il siero antiofidico si somministra solo per via endovenosa, in ambiente ospedaliero e su indicazione medico.
I funghi possono causare:
- Intossicazioni a breve latenza (comparsa dei sintomi entro 4-6 ore dal pasto)
- Intossicazioni a lunga latenza (comparsa dei sintomi oltre le 6 ore dal pasto).
I sintomi più comuni sono rappresentati da nausea, vomito e diarrea.
Le sindromi a lunga latenza sono le più pericolose perché possono essere causate da funghi che provocano danno epatico o renale a distanza anche di giorni dall'ingestione.
L'ingestione di funghi misti può mascherare il reale tempo di comparsa dei sintomi (breve latenza a cui si sovrappone una lunga latenza).
Esistono poi le cosiddette intossicazioni "non vere" causate da specie fungine "commestibili" che creano disturbi in genere gastrointestinali dovuti alle seguenti circostanze:
- preparazione inadeguata (cottura insufficiente o mancata prebollitura)
- ingestione di un pasto eccessivo di funghi
- cattivo stato di conservazione.
Alcuni funghi devono essere sottoposti a PREBOLLITURA prima del consumo:
- dapprima bisogna sottoporre il fungo ad una prolungata prebollitura (almeno 30 minuti). L'integrità dei funghi non viene intaccata perché la carne è molto compatta; il locale di cottura deve essere aerato
- in seguito si rovesciano i funghi in uno scolapasta e si verifica che tutta l'acqua di cottura venga persa
- I funghi vanno poi posti a bagnomaria in una bacinella e si lasciano in ammollo per circa 30 minuti
- A questo punto bisogna eliminare tutta l'acqua ed i funghi possono essere cucinati a piacere oppure conservati sott'olio.
L'operazione di prebollitura deve essere effettuata ad esempio per:
- Armillaria mellea (chiodini)
- tutte le specie del genere Morchella (spugnole)
- le Helvella commestibili.
LUOGHI COMUNI DA SFATARE
- I funghi velenosi sono ripugnanti, vischiosi, con colori sgargianti, hanno odore fetido, sapore acre ed amaro, emettono un succo lattiginoso e la loro carne, dopo sezione, cambia colore (alcuni funghi velenosissimi e mortali non possiedono nessuna di queste connotazioni repulsive)
- I funghi mangiucchiati o tarlati sono di buona qualità in quanto gli animali li addentano ed evitano istintivamente quelli velenosi (molti animali si cibano tranquillamente di funghi mortali per l'uomo)
- I funghi velenosi cucinati rivelano la loro tossicità coagulando il latte, annerendo l'aglio, il cucchiaio o la moneta d'argento, ingiallendo il prezzemolo etc. (non succede mai, anche quando si cucinano funghi dal sapore squisito ma mortali)
- Allo scopo di evitare l'avvelenamento è bene far provare i funghi sospetti agli animali domestici come cane, gatto, coniglio etc... (tutti gli esseri viventi hanno un metabolismo diverso tra loro e reagiscono alle sostanze tossiche in modo diverso e imprevedibile)
- Ritenere innocui funghi mangiati che non abbiano procurato disturbi dopo alcune ore e quindi mangiarne altri uguali al pasto successivo con fiducia e tranquillità (i funghi più velenosi e mortali con lunga incubazione creano disturbi anche uno o più giorni dopo il consumo)
- Non affidarsi a "conoscitori pratici, all'amico, all'esperto del posto"; l'unico vero sistema è quello di conoscerli e di recarsi in un centro ASL dai micologi abilitati negli orari stabiliti o su appuntamento.
Si consiglia di NON CONSUMARE FUNGHI:
- in caso di insorgenza di dubbi sulla commestibilità (umiltà anche per raccoglitori esperti)
- non utilizzare libri per il riconoscimento (non sono descritti tutti i funghi; i funghi non sono fatti con lo stampino - condizioni meteorologiche possono alterarne i caratteri distintivi - PERICOLO DI CONFONDIMENTO!)
- non raccogliere e consumare ovuli (pericolo di confondimento tra A. cesarea, A. phalloides, A. muscaria)
- in quantità abbondanti
- in pasti ravvicinati (problema della lunga latenza con possibile incremento del carico tossico)
- crudi (se non pochissime specie che si prestano all'uso) o non adeguatamente cotti. La maggior parte dei funghi mangerecci provocano disturbi o avvelenamenti se consumati crudi o poco cotti
- ai bimbi, alle donne in gravidanza o in allattamento
- di dubbia provenienza con segni di alterazione o di prolungata conservazione
IN CASO DI DISTURBI
- al primo sospetto o ai primi sintomi di malessere recarsi immediatamente al Pronto Soccorso o all'Ospedale più vicino
- non tentare di contrastare i sintomi al domicilio!
- tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati
- fornire indicazioni sul luogo di raccolta e/o consumo, sul raccoglitore o luogo di acquisto, sulle modalità di conservazione, preparazione e consumo ed ogni altro elemento utile per l'identificazione delle specie fungine consumate.
I detergenti sono prodotti di uso frequente nella nostra vita quotidiana e possono essere distinti in base alla funzione che devono svolgere (pulizia del bucato, delle stoviglie, delle superfici, ecc...).
QUALI SONO?
Di seguito le categorie principali di prodotti comunemente usati per il lavaggio del bucato e la pulizia della casa
- Detersivi per il bucato in lavatrice: in polvere, liquidi, gel e tavolette. All'interno di questa categoria si possono trovare prodotti che possono essere usati a tutte le temperature di lavaggio ed altri per usi più specifici (ad esempio per il lavaggio a temperature particolarmente basse o per i capi colorati e/o sintetici).
- Detersivi per capi delicati: in polvere, liquidi e gel, sono formulati specificatamente per le fibre più delicate che richiedono anche basse temperature.
- Detersivi per il bucato a mano: in polvere, liquidi e gel. Servono a rimuovere lo sporco quando l'uso della lavatrice non è possibile o non è raccomandato.
- Coadiuvanti di lavaggio: servono a migliorare le prestazioni dei detersivi o a dare benefici particolari. Ne esistono diverse categorie, ognuna con una funzione ben precisa.
- Gli ammorbidenti aiutano le fibre a distendersi e riprendere la morbidezza originale, riducono la carica elettrostatica, facilitano la stiratura e profumano il bucato.
- Gli additivi contro le macchie aumentano il potere smacchiante del detersivo. Appartengono a questa categoria le candeggine a base di ipoclorito e gli sbiancanti a base di ossigeno che possono essere utilizzati sui tessuti delicati e/o colorati.
- Gli additivi dolcificanti dell'acqua proteggono le lavatrici da incrostazioni calcaree.
- Detersivi per il lavaggio delle stoviglie a mano: ormai tali prodotti sono quasi tutti liquidi.
- Detersivi per il lavaggio delle stoviglie nella lavastoviglie: in polvere, liquidi, gel e pastiglie.
- Detersivi per la pulizia della casa: in questa categoria si trova la maggiore varietà di prodotti. Infatti le superfici da pulire ed i tipi di sporco che devono essere rimossi sono di categorie molto diverse.
In alcuni casi è sufficiente un singolo prodotto in grado di rimuovere lo sporco dalle superfici dure di diversi ambienti domestici come le pareti ed i pavimenti di bagno e cucina, i pavimenti di casa e terrazzi e alcune superfici della cucina. In altri casi sono necessari prodotti specializzati, formulati specificatamente per la pulizia di sanitari, WC, vetri, forno, rimozione del calcare, moquette, tappeti o come i disgorganti. Tali prodotti sono spesso caratterizzati da maggior pericolosità in caso di contatto.
COSA FARE IN CASO DI CONTATTO?
I detergenti, se introdotti nell'organismo, possono essere tossici e provocare danni. Il danno dipende dalla quantità, dalla concentrazione, dalla solubilità, dallo stato di salute del soggetto e dalla via di introduzione.
Si possono distinguere 3 vie di contatto:
- Inalazione si intende, l'introduzione di sostanze tossiche gassose, volatili o liquide vaporizzate attraverso le vie respiratorie.
- Ingestione si verifica con l'introduzione della sostanza tossica, liquida o solida, attraverso la via orale.
- Contaminazione attraverso la cute o gli occhi si ha per assorbimento diretto dei prodotti tossici attraverso tali vie.
Chi soccorre un intossicato deve:
- contattare il centro antiveleni
- cercare di individuare il detergente
- precisare tipo e modalità di contatto
- controllare il volume del liquido mancante dal contenitore
- rintracciare e conservare i contenitori, vuoti o con residuo di detergente
Tutte le indicazioni raccolte devono essere riferite al CAV con cui il soccorritore è bene si metta subito in contatto senza improvvisare rimedi casalinghi.
Provocare il vomito del soggetto che ha assorbito il detersivo è controindicato, in quanto i detersivi contengono sostanze schiumogene (la schiuma può essere inalata e determinare asfissia o polmonite).
COSA FARE SE SI INGERISCE UN PRODOTTO DETERGENTE?
- Mantenere la calma e chiamare immediatamente i soccorsi (118)
- Telefonare immediatamente a un centro antiveleni per chiedere indicazioni
- Nel caso in cui si venga portati dal 118 in ospedale, ricordarsi di portare il contenitore della sostanza assunta
COSA NON FARE?
- Non indurre il vomito (se il paziente è coma, incosciente o in convulsioni, se ha ingerito una sostanza caustica o schiumogena o un derivato del petrolio)
- Non somministrare latte
- Non improvvisare rimedi casalinghi: olio, coca cola, acqua, limone
- Non far mangiare mai il bambino dopo un'intossicazione
- In caso di probabile ingestione di sostanza caustica, non assaggiare il prodotto
COSA FARE IN CASO DI CONTATTO OCULARE / CUTANEO?
Se contatto è avvenuto con gli occhi:
- lavare abbondantemente con acqua corrente a palpebre aperte per 10-15 minuti
- telefonare immediatamente a un centro antiveleni per chiedere indicazioni
In caso di contatto con la cute:
- togliere gli indumenti contaminati
- lavare abbondantemente con acqua corrente
- telefonare immediatamente a un centro antiveleni per chiedere indicazioni
ETICHETTATURA E PERICOLOSITÀ
Per quanto riguarda i prodotti detergenti, le informazioni obbligatorie che devono essere riportate sugli imballaggi comprendono:
- il nome commerciale del prodotto
- la tipologia del prodotto (es. il prodotto è un detersivo per i piatti o per il bucato)
- la quantità di prodotto contenuto nella confezione (in kg o in litri)
- i dati del produttore o di chi commercializza il prodotto (es. indirizzo/numero telefonico)
- la composizione del prodotto
- le istruzioni per l'uso
- frasi di rischio e indicazioni di sicurezza per prodotti classificati come "pericolosi"
Per quanto riguarda la pericolosità di questi prodotti vale la pena richiamare l'attenzione sul fatto che tutti i detersivi venduti al pubblico sono sottoposti ad una normativa che ne richiede la classificazione e l'etichettatura in funzione delle caratteristiche tossicologiche intrinseche della formula. È quindi importante che il consumatore legga bene le etichette e segua le istruzioni per l'uso. Inoltre è necessario che il consumatore non misceli mai due prodotti diversi tra loro, a meno che ciò non sia consigliato dal produttore. Infatti, in casi di prodotti quali la candeggina, 'ammoniaca e i vari prodotti anticalcare, una loro miscelazione genera vapori molto tossici.
LA PREVENZIONE IN CASA - NORME DI COMPORTAMENTO
Le norme di comportamento da adottare in ambito domestico per la prevenzione dell'esposizione ai prodotti domestici pericolosi possono essere riassunte come segue:
- Leggere attentamente più volte le etichette
- Non rimuovere mai l'etichetta da contenitori di sostanze potenzialmente pericolosi
- Custodire i prodotti domestici per la pulizia della casa, insetticidi, antiparassitari, antitarme, lucidi per scarpe, prodotti di cosmesi e per il bagno (es. borotalco, olio per il corpo, saponi liquidi per il corpo) in luoghi inaccessibili al bambino.
- Non manomettere le chiusure di sicurezza
- Non lasciare aperta la confezione
- Non miscelare mai due prodotti (in particolare candeggina, ammoniaca, anticalcare) diversi tra loro a meno che non specificamente consigliato dal produttore
- Non farsi vedere dal bambino nell'utilizzo della chiusura di sicurezza
- Insegnare al bambino il significato dei simboli di pericolo
- Spiegare al bambino la pericolosità dei prodotti in cui sono presenti simboli di pericolo
- Non utilizzare il sotto-lavello per conservare detersivi e, in particolare, prodotti acidi o alcalini (ad esempio: detersivi per lavastoviglie liquidi, pulitori per metalli, detergenti per superfici dure, disincrostanti, pulitori per forni) nelle famiglie con bambini piccoli
- Non travasare i detergenti o prodotto chimici in contenitori anonimi, bottiglie o altri contenitori destinati a bevande o alimenti
- Non usare bicchieri da cui abitualmente si beve per dosare i detergenti
- Non usare contenitori di prodotti per la pulizia della casa per far giocare il bambino
- Non abituare il bambino a bere direttamente dalla bottiglia, ma fargli usare sempre il bicchiere
- Non lasciare incustodite sigarette e bevande alcoliche.
- Accertarsi che le piante presenti in casa, sul balcone e in giardino non siano velenose. È opportuno sapere nome e caratteristiche della pianta.
- Non lasciare a portata di mano dei più piccoli giocattoli dei fratelli più grandi se non presentano i requisiti di sicurezza
In caso si verifichi un'esposizione accidentale a prodotti che potrebbero essere pericolosi, i comportamenti da tenere sono i seguenti:
- Non perdere la calma
- Chiamare rapidamente il CAV o il 118
- Seguire le indicazioni fornite dal CAV o del 118
- Non far vomitare, se vi è bruciore in bocca, dolore alla deglutizione presenza di schiuma
- Non somministrare nulla per bocca (in particolare il latte)
La ciguatera è una intossicazione causata dall'ingestione di alimenti di origine marina contaminati da una tossina, di origine non batterica, nota come ciguatossina, presente in molti microrganismi (in particolare il dinoflagellato Gambierdiscus toxicus). Seppur tipica delle zone tropicali, recentemente sono stati segnalati casi nella zona delle Isole Canarie.
La sindrome classica è associata al consumo di pesci provenienti da mari tropicali o subtropicali (Ciguatera Fish Poisoning). Le specie ittiche causa di ciguatera sono molte, appartenenti ad un gran numero di famiglie e, in genere, di elevatissimo valore commerciale ed alimentare. I pesci più frequentemente coinvolti sono i grandi predatori (es. barracuda, cernie e lutianidi) all'apice della catena alimentare e i vari predatori di taglia medio-grande che hanno il loro habitat naturale presso la barriera corallina (es. murene). Il pesce contenente ciguatossina non risulta alterato né nel gusto né nell'aspetto.
Manifestazioni cliniche acute e croniche
La sintomatologia acuta classica è caratterizzata da una fase gastroenterica iniziale (comparsa tra le 4 - 24 ore dall'ingestione) alla quale fa seguito la comparsa di prurito, alterazioni della sensibilità (parestesie* alle estremità degli arti e in regione perilabiale), inversione della sensibilità caldo-freddo (le superfici fredde vengono avvertite come calde), alterazioni del gusto, stanchezza, dolore durante la minzione, alterazioni pressorie e (raramente) allucinazioni.
In alcuni pazienti la sintomatologia può persistere per settimane/mesi/anni o ricomparire dopo un periodo di benessere (ciguatera cronica).
Negli anni il Servizio di Tossicologia - Centro Antiveleni di Pavia ha maturato esperienza nella valutazione clinica, nel trattamento e nello studio di tale intossicazione che ha riguardato principalmente connazionali rientrati da vacanze in zone sub-tropicali o tropicali (es. Caraibi, Polinesia Francese).
Il Servizio di Tossicologia - Centro Antiveleni è disponibile per la valutazione di casi accertati o sospetti di ciguatera acuta o cronica sia in regime ambulatoriale che di ricovero.