Torcicollo spasmodico

Il Torcicollo spasmodico, o distonia cervicale, è un disturbo neurologico caratterizzato dalla contrazione involontaria (spasmo) dei muscoli del collo. È un fenomeno tipico dell’età adulta (si sviluppa fra i 30 e i 50 anni soprattutto nelle donne) e tende a cronicizzarsi.

Le cause non sono note, ma non si esclude che derivi da una mutazione genetica o da un contesto di familiarità, possa essere collegato ad altri disturbi neurologici o traumi fisici, o – ancora – sia l’esito dell’assunzione di farmaci come gli antipsicotici o l’aloperidolo che alterano l’azione di un neurotrasmettitore, la dopamina.

In genere, i sintomi si manifestano con una lenta progressione. Le contrazioni continue o intermittenti dei muscoli del collo fanno assumere alla testa posture atipiche, quali il torcicollo (rotazione del capo), il laterocollo (inclinazione laterale del capo), l’anterocollo (flessione del capo in avanti), il retrocollo (flessione del capo all’indietro). La sintomatologia può essere accompagnata da tremore del capo, dolori cervicali e sollevamento della spalla. Gli spasmi sono pressoché nulli durante il sonno e per alcune ore al primo mattino, dopo il risveglio.

Tali disturbi rimangono localizzati, ma tendono ad aggravarsi durante i primi cinque anni per poi stabilizzarsi. Regrediscono più facilmente, invece, sino anche a scomparire del tutto, se i sintomi sono lievi e insorgono in giovane età.

Il medico stabilisce la diagnosi sulla base della sintomatologia e con il supporto di esami strumentali, quali la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica (RM), utili per valutare l’estensione e l’entità della distonia.

Il trattamento può prevedere terapie di vario tipo:

  • la fisioterapia, per imparare a compiere i movimenti che aiutano ad alleviare gli spasmi;
  • la cura farmacologica, con l’assunzione di analgesici per via orale per ridurre il dolore o anche, in specifici casi, di tossina botulinica;
  • l’intervento chirurgico, per intervenire sui nervi che stimolano la contrazione dei muscoli interessati;
  • la stimolazione elettrica dei gangli basali per ridurre la distonia.

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