Disfunzione ventricolare sinistra asintomatica

La disfunzione ventricolare sinistra asintomatica (DVSA) è una condizione patologica consistente in alterazioni strutturali e funzionali del ventricolo sinistro del cuore, caratterizzate da un’assenza di sintomi (dispnea, angina, palpitazioni) anche in condizioni di attività fisica ordinaria. Di solito, questa lunga fase asintomatica precede l’insorgenza dello scompenso cardiaco che, se non diagnosticato e trattato tempestivamente, può avere importanti conseguenze.

La disfunzione ventricolare sinistra si suddivide in sistolica e diastolica. Nel primo caso il cuore è incapace di contrarsi in modo efficace e pompa quantità di sangue inferiori alla norma; nel secondo, il ventricolo fatica a riempirsi adeguatamente e la pressione venosa polmonare aumenta.

La causa è un irrigidimento o un indebolimento del muscolo cardiaco dovuto a coronaropatia, infiammazione del miocardio, lesioni determinate da farmaci o ipertensione arteriosa. Il motivo per cui la disfunzione può essere inizialmente asintomatica è legato ai meccanismi compensatori che si attivano per contrastare l’insufficienza cardiaca. Comprendono il rilascio dei neurotrasmettitori adrenalina e noradrenalina che aumentano l’attività cardiaca e la quantità di sangue pompato (gittata cardiaca); una riduzione di sodio e acqua escreti dai reni, meccanismi che aiutano a stabilizzare la pressione dilatando il ventricolo e migliorando temporaneamente la funzionalità del cuore; e l’ingrossamento delle pareti muscolari del ventricolo che così possono contrarsi con più forza. Tutti questi meccanismi di compenso che determinano un’assenza di sintomi nella fase iniziale dello scompenso cardiaco, a lungo andare causano però un peggioramento della patologia.

La diagnosi precoce della disfunzione ventricolare sinistra asintomatica diventa fondamentale per prevenire l’insufficienza cardiaca o evitare una rapida evoluzione della stessa. Utili a questo scopo sono indagini come elettrocardiogramma, ecocardiogramma da stress, ecocardiografia, Doppler tissutale pulsato, analisi del sangue e rilevazione dei livelli di peptidi natriuretici.

Una volta confermata la diagnosi, la terapia mira a prevenire l’aggravamento dell’insufficienza cardiaca e a trattare la causa. Comprende la riduzione dell’apporto di sale, la somministrazione di farmaci quali diuretici e ACE-inibitori, accorgimenti dietetici e un miglioramento dello stile di vita.


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